Il Commissario di Agcom e “tenutario” di Piracy Shield Massimiliano Capitanio è intervenuto a Parma durante la festa della Serie A ed in particolare durante il panel “Il metaverso della pirateria”, moderato dal direttore di Calcio e Finanza Luciano Mondellini

Capitanio ha parlato si direbbe a “ruota libera” affrontando svariati aspetti di Piracy Shield, dei traguardi raggiunti, delle criticità e dei progetti futuri.

In questo frangente il Commissario ha annunciato il lancio entro la fine del 2024 di una versione di Piracy Shield migliorata e più efficace rispetto a quella in funzione e che ha prodotto risultati importanti ma anche errori gravi e criticità da cui si deve imparare.

L’aspetto principale che ha creato la necessità di una revisione profonda della piattaforma Piracy Shield, o meglio la creazione di una ex novo, è stato il fatto che la piattaforma esistente è andata in “tilt” a causa di un sistema sottodimensionato nella gestione delle richieste di blocco risultate numericamente ben al di là della gestione delle risorse in atto.

Dal 2014/15 al 2024 sono stati disabilitate 9mila stringhe, da febbraio di quest’anno a maggio con Piracy Shield quasi 18mila tra stringhe e indirizzi internet saturando le strutture.

In poche parole la Piattaforma ha faticato a gestire una mole di lavoro come questa facendo i conti anche con il raggiungimento, numericamente parlando, dei limiti imposti in fase di creazione.

Capitanio parla anche di futuro e fa alcune precisazioni di tipo culturale

«Ci sono due accelerazioni da fare ,uno infrastrutturale, questa piattaforma che ha fatto il suo compito molto bene oggi subisce il peso di tutta questa mole di dati. Mercoledì 12 verrà portata la relazione che metterà in luce come il percorso stia andando bene ma la mole di segnalazione sta creando timeout che non sono sostenibili. Sarà attuata fase 2 con nuova piattaforma entro fine anno, quella attuale sarà ampliata.

Poi però c’è un problema culturale che non è indifferente. Pochi giorni fa uscita notizia che su Telegram sono stati diffusi 360 milioni di email e password di iscritti ai canali che frequentavano prevalentemente siti illeciti che consegnavano dati per pezzotto e simili, c’è un problema culturale. Non entro nel merito dei costi degli abbonamenti, ma vengono scaricati anche libri a basso prezzo.

È un problema culturale che non riguarda solo la pirateria, ma tanto di quello che avviene su internet. Agcom sta facendo un percorso complesso, nei giorni scorsi sono state sviluppate linee guida per ottenere il patentino digitale nelle scuole. L’ultimo fattore è quella delle sanzioni: è fastidioso multare l’utente finale? Sì, ma colpire piattaforme non è sufficiente.

Se metto autovelox si capisce che c’è limite, oggi pirateria non si capisce. Da 150 a 500 euro con nuova normativa, è pronto un protocollo con Agcom, GDF e Procure e il passaggio finale sarà la sanzione all’utente finale. Il tribunale di Barcellona ha obbligato a consegnare la lista di chi frequentava siti pirata, anche in Italia si muoverà».

Il Commissario accenna che (in risposta alle critiche e polemiche emerse in seguito ad alcuni errori di Piracy Shield) i problemi avuti sono stati pochi e di fatto minimizza l’accaduto

Noi abbiamo avuto solo un problema quando su una segnalazione un po’ più ampia rispetto al perimetro di intervento, abbattendo un indirizzo Ip, per pochissime ore, abbiamo oscurate anche una serie di indirizzi leciti. 

Come ultimo (ma non per importanza) affronta il tema dei sistemi e possibilità con i quali è possibile aggirare i blocchi imposti, prime fra tutte le VPN che si sa sono il sistema più rapido e privato per aggirare qualunque restrizione internet e non solo Piracy Shield.

non posso sfidare la criminalità organizzata dietro i temi di privacy e Ip. Se ci sono sistemi che mi consentono di utilizzare questa libertà come stratagemma, le norme devono adeguate: io segnalo che dietro vpn c’è traffico pirata, o tu ti fai promotore di rimuoverlo oppure ti prendi la responsabilità che tutto possa cadere.

Qui in TivuStream è noto quanto siamo sensibili alla propria privacy e quanto i nostri contenuti aiutino a prendere sul serio la protezione online in qualunque circostanza non solo con le VPN (a cui siamo affiliati) ma con una serie di risorse Web spesso gratuite con le quali è possibile imparare a ridurre drasticamente il furto di dati sensibili e lo “spionaggio” online da parte delle big tech e non solo , per questo non possiamo esimerci dal commentare questa affermazione.

La nascita e l’uso di Piracy Shield abbiamo sempre sostenuto sia di nobile valore come abbiamo sempre affermato che TivuStream è contro la pirateria e l’illegalità online ma francamente paragonare gli utenti o i sottoscrittori di piani VPN a dei delinquenti pare un pò eccessivo.

Senza contare che da un punto di vista commerciale ed economico remare contro le VPN o minacciare i Provider di VPN di eventuali controversie sia del tutto contro la legislazione vigente sul libero commercio e sulle libertà individuali, anch’esse legiferate.

Ci auguriamo che vengano ridimensionate le pretese (perchè è di questo che si parla) di adeguamento verso soggetti che non hanno nessun obbligo verso Agcom e, viste le giurisdizioni di appartenenza di gran parte delle VPN, nemmeno verso le nostre legiferazioni salvo revisioni ad hoc che francamente non ci auguriamo.

Il fatto che nessun provider abbia risposto anche in maniera “informale” ci fa pensare che questo tipo di affermazione non sia nemmeno stata presa in considerazione.

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