Il 26 Marzo scorso il Parlamento europeo ha bocciato (per un solo voto) il provvedimento chiamato CSAM (Child Sexual Abuse Material) ribattezzato e meglio conosciuto come Chat Control. La proposta di legge dovrebbe scansionare automaticamente foto e messaggi privati all’interno delle App di messaggistica più utilizzate (WhatsApp, Messenger, Telegram ..), in nome della battaglia contro la pornografia minorile.
Sembrava quindi l’archiviazione di Chat Control che, fin dalla sua nascita, ha prodotto critiche e sollevato interrogativi sulla gestione della Privacy e dei diritti dei cittadini Europei. Venerdì scorso negoziatori incaricati dell’UE hanno promosso e concordato una proroga temporanea del quadro normativo che può consentire alle piattaforme di messaggistica di scansionare le comunicazioni private degli utenti.
E’ una proposta proveniente dall’attuale presidenza Cipriota del Consiglio e, nel caso in cui passasse l’approvazione, sarebbe un precedente inedito visto che nei casi di bocciatura di un provvedimento o di un disegno di legge da parte del Parlamento, deve essere lo stesso a definire una decisione in merito o un’eventuale ridiscussione.
Sembra quindi che la volontà e le intenzioni che reggono il provvedimento stesso non conoscano ostacoli, e tantomeno una bocciatura, non si parla delle motivazioni “sociali” e di protezionismo dei minori, ma evidentemente della volontà di portare avanti un sistema di controllo che esula dal puro scopo a favore di un regime che di democratico e di tutela del cittadino ha ben poco a che fare.
Sono ormai anni che i detrattori, gli attivisti delle libertà internet, gli esperti di comunicazione e protezione dei dati, hanno già bocciato il provvedimento Chat Control e catalogato l’intento come una forte violazione della Privacy individuale, leggere i messaggi privati, o catalogare foto e video di 450 milioni di persone, sperando di individuare qualche criminale dedito alla pedo-pornografia, equivale a trattare l’intera popolazione come sospetta.

E’ paradossale ma uno studio del Parlamento Europeo, ha individuato nel sistema Chat Control, un tasso di errore talmente elevato che di fatto è impossibile “beccare” qualche pedofilo senza dover scansionare e catalogare un’altrettanto enorme volume di conversazioni e materiale assolutamente lecito.
Come è noto il sistema si basa su algoritmi ed è coadiuvato dall’Intelligenza Artificiale, un sistema che automaticamente produce falsi positivi o come si dice in gergo “allucinazioni” che oltretutto rischiano di incolpare cittadini innocenti solo per aver interpretato malamente una frase. Il sistema così come è concepito non è in grado di valutare o di leggere il contesto nel quale una frase “attenzionata” può essere stata scritta, per gioco o per battuta, producendo quindi un errore di base ed eventuali gravi conseguenze.
Risulta doppiamente paradossale il fatto che il sistema giuridico della UE abbia segnalato la proposta Chat Control come estremamente problematica per il diritto alla Privacy, peraltro sancito dalla stessa costituzione Europea.
I tassi di errore riportati e giustificati tecnicamente di alcuni strumenti di rilevamento variano tra il 13 e il 20%, e fino al 50% rilevato da uno studio effettuato in Germania. Contrariamente la percentuale di contenuti scansionati con Chat Control e confermati come materiale pedopornografico è risultata, proporzionalmente, estremamente bassa.
Il tentativo in atto di ribaltare il risultato del voto di Marzo è guidato da Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo in carica. Al Consiglio europeo del 18 giugno, Metsola ha esortato i leader dell’UE a portare avanti il dossier provvisorio, nonostante la sua stessa Camera lo avesse respinto e nonostante il suo stesso gruppo politico, il Partito Popolare Europeo di centro-destra, si fosse opposto nella votazione finale.
Le contestazioni hanno anche rilevanze tecnico strutturali, gran parte delle App di messaggistica utilizzano la crittografia End to End nata per contrastare proprio la lettura dei messaggi e dei contenuti di chi utilizza il servizio in nome della Privacy e protezione dei dati personali. Il sistema deve forzatamente aggirare questo sistema (con un’intercettazione lato dispositivo) tecnicamente prima che il messaggio venga criptato.
Chiaramente il sistema mina le fondamenta della crittografia e nello stesso tempo introduce elementi in forte contrasto con la sicurezza aumentando di fatto la possibilità di accessi non autorizzati da parte di attori malintenzionati.
Questo provvedimento ha portato gran parte degli utenti internet a preoccuparsi di trovare alternative alle classiche App di messaggistica preferendo strumenti basati sul p2p o decentralizzati, App che tecnicamente impediscono il controllo e l’intercettazione dei messaggi per propria natura. Le
I negoziatori UE si incontreranno Lunedì 29 Giugno (domani), non resta che attendere e sperare che il provvedimento venga, se non abolito, strutturalmente e profondamente modificato in modo da trovare una strada percorribile che mantenga garantito il diritto alla privacy e, contemporaneamente, intensifichi la lotta alla pedo-pornografia.
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