Il fondatore e proprietario di Telegram Pavel Durov ha scritto ieri (10 Ottobre), in occasione del suo compleanno (41), un duro post sulla fine della libertà e Privacy nell’internet che ci aspetta a breve termine.
Promesse non mantenute e bugie raccontateci, un post dal tono quasi arrendevole ai cambiamenti già in atto e quelli che a breve saranno introdotti. Nel post c’è anche un chiaro riferimento al suo arresto avvenuto in Francia nell’Agosto del 2024. Che pavel Durov scriva di questi argomenti la dice lunga sulla veridicità degli stessi e sulle conseguenze già in atto e quelle in divenire. Nel fondare Telegram Durov ha delineato chiari intenti di libertà ed anti censura che ancora oggi sono rispettati dalla sua piattaforma Telegram.
Anche se, successivamente al suo arresto, ha dovuto “rivedere” alcuni aspetti della politica attuata, Telegram resta ancora tra le piattaforme di messaggistica più sicure e libere in circolazione.
Riportiamo il post in versione integrale postato sul suo canale Telegram
I’m turning 41, but I don’t feel like celebrating. Our generation is running out of time to save the free Internet built for us by our fathers.
What was once the promise of the free exchange of information is being turned into the ultimate tool of control. Once-free countries are introducing dystopian measures such as digital IDs (UK), online age checks (Australia), and mass scanning of private messages (EU).
Germany is persecuting anyone who dares to criticize officials on the Internet. The UK is imprisoning thousands for their tweets. France is criminally investigating tech leaders who defend freedom and privacy. A dark, dystopian world is approaching fast — while we’re asleep. Our generation risks going down in history as the last one that had freedoms — and allowed them to be taken away.
We’ve been fed a lie.
We’ve been made to believe that the greatest fight of our generation is to destroy everything our forefathers left us: tradition, privacy, sovereignty, the free market, and free speech. By betraying the legacy of our ancestors, we’ve set ourselves on a path toward self-destruction — moral, intellectual, economic, and ultimately biological.
So no, I’m not going to celebrate today. I’m running out of time. We are running out of time.
Pavel durov
ed il post tradotto
Sto per compiere 41 anni, ma non ho voglia di festeggiare.
La nostra generazione sta esaurendo il tempo a disposizione per salvare l’Internet libero che i nostri padri hanno costruito per noi.Quella che un tempo era la promessa di un libero scambio di informazioni si sta trasformando nello strumento di controllo definitivo.
Paesi un tempo liberi stanno introducendo misure distopiche come l’identificazione digitale (Regno Unito), i controlli dell’età online (Australia) e la scansione di massa dei messaggi privati (UE).La Germania persegue chiunque osi criticare i funzionari su Internet. Il Regno Unito imprigiona migliaia di persone per i loro tweet. La Francia sta indagando penalmente sui leader tecnologici che difendono la libertà e la privacy.
Un mondo oscuro e distopico si sta avvicinando rapidamente, mentre noi dormiamo. La nostra generazione rischia di passare alla storia come l’ultima che ha goduto delle libertà e ha permesso che venissero portate via.
Ci hanno raccontato una bugia.
Ci hanno fatto credere che la più grande battaglia della nostra generazione sia quella di distruggere tutto ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato: tradizione, privacy, sovranità, libero mercato e libertà di parola.
Tradendo l’eredità dei nostri antenati, ci siamo incamminati sulla strada dell’autodistruzione: morale, intellettuale, economica e, in ultima analisi, biologica.
Quindi no, oggi non ho intenzione di festeggiare. Il tempo sta per scadere. Il tempo sta per scadere per tutti.
Tradotto con DeepL.com

Difficile analizzare i contenuti senza farsi coinvolgere da sentimenti ed opinioni “standardizzate” come indignazione ed “incazzatura” ma la realtà dipinta da Pavel Durov è quella attuale, quella in cui ci troviamo, proprio mentre dormiamo o abbiamo dormito prima. Un riferimento al fatto che poco si è fatto e poco si sta facendo per contrastarne la diffusione a livello mondiale.
A dire il vero qualcosa si sta muovendo prima che possa avvenire, ma la verità è che abbiamo subito provvedimenti e legislazioni quasi passivamente con grande senso di impotenza.
Ci hanno fatto credere che la più grande battaglia della nostra generazione sia quella di distruggere tutto ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato: tradizione, privacy, sovranità, libero mercato e libertà di parola.
In nome di cosa o di chi? Quali sono state le giustificazioni o le cause per le quali ci siamo e stiamo trovando in simili situazioni? Piracy Shield nasce per proteggere gli interessi economici di “pochi”, blocca siti e risorse lecite in nome di “presunti o assimilabili” atti illegali sovrastando e violando i principi fondamentali della persona.
Il Regno Unito ha annunciato piani per un sistema di identificazione digitale obbligatorio, noto come “Brit Card“, che sarà disponibile su smartphone e utilizzerà dati biometrici come foto, nome, data di nascita, nazionalità e stato di residenza per verificare l’identità. Ergo ogni accesso ad intenet affettuato con il Cellulare sarà monitorato e “personalizzato”.
E sotto quest’aria anti liberale e censoria le nostre rimostranze restano tra le quattro mura di casa, postare sdegno e lontananza dalle restrizioni sui Social rischia di portare al Ban dell’Account per tentata sovversione.
Allora ha ragione Pavel Durov quando dice che abbiamo o che stiamo tradendo l’eredita lasciataci dai pionieri dell’Internet libero? E siamo disposti a lasciarci travolgere dagli eventi senza far nulla?
Nel nostro piccolo vogliamo linkarvi alcuni siti “istituzionali” che combattono da anni per la libertà e Privacy in internet fondati da attivisti, ex tecnici e sviluppatori, e figure che hanno fatto l’internet alla nascita:
Action Center di EFF (partecipa alle campagne)
Freedom house (Casa della libertà)
Global Internet Freedom
Internet Freedom Foundation
Open Technology Fund
ALCEI Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva (Italiano)
Generazioni connesse (Italiano)
FederPrivacy (Italiano)
Privacy Network (Italiano)
Associazione protezione Diritti e libertà Privacy APS (Italiano)
Privacy Italiana (una ulteriore risorsa che elenca altre associazioni/siti convolti nella lotta per la libertà e Privacy in Italia)
Che poi si partecipi alle campagne o meno i siti elencati sopra sono comunque un’ottima base di partenza per rendersi conto di quale sia la reale situazione nel Mondo ed in Italia. Speriamo perlomeno di aver stimolato curiosità e voglia di partecipazione e fare in modo che il numero di persone attive nella lotta a difesa della libertà e Privacy sia sempre in crescita.
Fateci sapere cosa ne pensate commentando l’articolo
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