A partire dal 1° agosto 2025, grazie all’estensione delle norme europee sulla cybersecurity all’interno della Radio Equipment Directive (RED 2014/53/EU, con il Delegated Act 2022/30), le aziende devono impedire l’installazione di software non autorizzato. Questo si traduce in un divieto pratico di sblocco del bootloader per i telefoni venduti nell’UE.

Dal 20 giugno 2025 sono entrate in vigore una serie di norme Ecodesign per smartphone e tablet, che impongono ai produttori:
In più, è obbligatoria una etichetta energetica e di riparabilità, con rating su efficienza energetica, durata batteria, riparabilità e resistenza, così che i consumatori possano fare scelte più consapevoli
| Area | Cosa cambia |
|---|---|
| Modding / Custom ROMs | Stop al bootloader sbloccabile → addio a ROM non ufficiali e root. |
| Riparabilità | Disponibilità di parti e strumenti, più facile riparare, minor produzione di rifiuti. |
| Aggiornamenti | Minimo 5 anni di supporto software garantito. |
| Sicurezza | Uso obbligatorio di Secure Boot e firmware firmato, maggiore protezione. |
| Informazione utenti | Etichette chiare su efficienza, riparabilità e durabilità. |
E’ comunque chiaro che in questo caso specifico, al di là dei contenuti aggiornati della normativa, l’UE ha di fatto deciso per noi. Le pratiche di personalizzazione degli Smartphone sono estremamente comuni e lo dimostrano alcune fonti da cui attingere quando si tratta di Custom Rom o di App Root o qualunque altra personalizzazione, primo tra tutti il Forum XDA.
Rootare un telefono sbloccando preventivamente il bootloader, od installare una Custom Rom non è pratica illegale, è solo un sistema per avere maggior controllo del proprio dispositivo assumendone i permessi da amministratore. Installare App non ufficiali spesso è considerato pericoloso per ragioni di sicurezza, ed ovviamente i produttori ne sconsigliano l’installazione e l’uso, in questo modo possono tracciare gli utenti e gestirne i dati.
La libertà di scelta ora non è più possibile e la dipendenza dai produttori diventa totale. Forse è una coincidenza ma questa “restrizione” sembra completare, incrementare ed aggiungersi alle altre normative in merito all’adeguamento di alcune norme sul controllo degli utenti Internet e di apparecchi connessi.
Connettersi o navigare nel Web sta diventando sempre più difficile senza che si venga tracciati, analizzati, aggregati, la libertà di movimento è sempre più ristretta e la gran parte degli utenti non ha capacità o conoscenze sufficienti a proteggersi.
E’ vero che questo ampliamento alla norma ha dei vantaggi in termini di usabilità del dispositivo, bene l’allungamento del ciclo minimo di vita degli aggiornamenti Software, bene anche l’implementazione di materiali più resistenti e “crash test” dei dispositivi, e il reperimento semplificato di “pezzi di ricambio”.
Resta però l’aspetto impositorio più difficile da digerire. Ci saranno sicuramente escamotage come l’acquisto dei dispositivi direttamente in Patria evitando Centri commerciali o siti “Europei”. Lo sblocco del bootloader è di fatto il primo passo verso la personalizzazione del dispositivo, non sappiamo come i produttori ne impediranno lo sblocco se da un punto di vista Hardware o Software è possibile che alcuni produttori debbano cambiare radicalmente le loro logiche di produzione, pensiamo a Xiaomi che ha sempre fornito dispositivi “facili” alla personalizzazione.
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