Aggiornamento 26/03 :

pare che il sito ora sia pubblico ed associato ad un nome dominio https://piracyshield.iperv.it/ gestito sempre da Infotech srl che è anche un ISP internet per il Veneto l’acronimo iperv sta per Internet per Veneto, ma ancora ad oggi la ricerca sembra non funzionare ma i dati sono aggiornati. Check del domino

Durante l’ultima Audizione presso la Camera dei Deputati Il Presidente di Agcom Giacomo Lasorella parlando di Piracy Shield nel rispondere alle domande relative alla mancata trasparenza (allo stato attuale) della Piattaforma nel momento in cui un soggetto volesse verificare se il suo sito è stato bloccato o meno ha dichiarato:

Non c’è un obbligo di pubblicazione, io ovviamente prendo atto di tutte le segnalazioni che sono state rivolte qui e ne discuteremo evidentemente in sede di consiglio. Dico solo che su questo tema sono in atto anche consultazioni con l’agenzia per la cybersicurezza con gli ISP e con tutti i soggetti interessati dai quali giungono consigli di una non pubblicazione però non voglio chiudere rispetto a queste ipotesi, mi riservo di farla valutare con attenzione e di sottoporla al Consiglio dell’Autorità per una decisione informata, tenendo conto anche delle vostre segnalazioni

In realtà sembra che i lavori siano già avanzati visto che abbiamo trovato il sito (non ancora pubblico) dove è possibile verificare, inserendo IP o nome dominio, se il sito è stato bloccato o meno. Le funzionalità probabilmente sono ancora in fase di test e non ancora totalmente funzionanti. Abbiamo provato a verificare alcuni IP o nomi dominio che risultano bloccati scaricando l’ultima lista disponibile ma il risultato è sempre lo stesso Trovati:0

Trovare il sito è stato relativamente facile mettendosi nei panni di un “segugio” ed utilizzando strumenti pubblici e di pubblica utilità. E’ bastato seguire le tracce dei siti dichiarati bloccati utilizzando Censys un Motore di Ricerca specializzato nel restituire informazioni di rete in base ad una ricerca per IP / Hostname / Dominio / Parola chiave.

Nello specifico è bastato inserire piracy shield per leggere l’elenco di tutti i siti bloccati o “aventi a che fare” con Piracy Shield

piracy shilld risultati ricerca

Analizzando poi i dettagli siamo arrivati a quello che sarà il sito a cui faceva riferimento Lasorella nel suo intervento rispondente all’indirizzo IP 194.177.64.215 e che si presenta cosi:

Piracy Shield
1
Piracy Shield 2
2
Piracy Shield 3
3
Piracy Shield 4
4
Piracy Shield 5
5
Piracy Shield 6
6

Abbiamo anche notato che durante la navigazione alle pagine dedicate i risultati non sono in realtà completi come ad esempio gli IP che dovrebbero apparire completi (vedi figura 4) sono in parte oscurati ed onestamente sembra inutile, nel momento in cui ho bisogno di verificare che il mio IP non sia stato bloccato o meno devo leggere l’IP nell sua interezza altrimenti che tipo di conferma posso aspettarmi?

Anche i numeri sembrano diversi da quelli dati ufficialmente se ad ogni Ticket aperto corrisponde (o deve corrispondere) un IP o nome di dominio da bloccare i numeri non combaciano e sembrano al di sotto di quelli dichiarati pubblicamente. Pare comunque che gli sforzi di Agcom per rendere l’operazione più trasparente e consona alle normative vigenti in termini di privacy e diritti personali si stia muovendo e ci si augura che una volta pubblico il sito offra informazioni complete ed utili a chi ne deve fare consultazione.

Certo è che ancora ad oggi ed ormai ad oltre un mese dalla sua ufficiale partenza Piracy Shield sembra ancora avvolta da una nuvoletta che impedisce di vedere chiaramente come stanno le cose realmente.

Con un tool di ricerca informazioni Server e whois (abbiamo utilizzato ipinfo.io) si può risalire al registar del sito che pare sia di proprietà di Infotech.srl azienda Veneta ma non si conosce a che titolo associata ad Agcom od alla piattaforma Piracy Shield.