Il prossimo 14 ottobre i rappresentanti degli Stati membri si riuniranno nuovamente per esprimere formalmente la loro posizione sul provvedimento anti pedopornografia noto come Chat Control (di cui abbiamo già specificatamente scritto). Un provvedimento che, se successivamente approvato, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui comunichiamo online. L’obiettivo dichiarato è la lotta a contenuti illegali e alla pedopornografia, ma il metodo scelto apre la porta a una forma di sorveglianza di massa senza precedenti.
A differenza delle intercettazioni tradizionali, Chat Control non si limita a controllare i server o i metadati, ma introdurrebbe il Client-Side Scanning (CSS):
• Scansione lato client: i messaggi vengono analizzati direttamente sul dispositivo prima che siano cifrati ed inviati.
• Analisi dei testi: algoritmi di IA cercano frasi sospette o schemi ritenuti pericolosi.
• Controllo delle immagini: confronto con database di hash (tecniche simili al PhotoDNA).
• Segnalazioni automatiche: se un contenuto risulta sospetto, viene inviato alle autorità.
Immagina di scrivere un messaggio su WhatsApp o di inviare una foto a un amico. Con la crittografia end-to-end attuale, il contenuto viene chiuso in una busta sigillata: parte dal tuo telefono già cifrato e solo il destinatario può aprirlo. Con il controllo lato client, invece, il sistema funziona così:
1. Tu scrivi il messaggio o selezioni la foto.
2. Prima che venga chiuso nella busta (cifrato), un software/filtro installato nel core dell’App che stai utilizzando (WhatsApp, Messenger, Instagram,…) quindi lato client (dispositivo), lo legge o scannerizza e lo confronta con un elenco di ‘contenuti proibiti’ o segnalati.
3. Se trova una corrispondenza o qualcosa di sospetto, il messaggio viene bloccato o segnalato alle autorità in modo automatico.
4. Solo dopo questo controllo (e nulla è stato trovato), il contenuto viene cifrato ed inviato.
In altre parole: non sei più tu ad avere il pieno controllo dei tuoi contenuti o del tuo dispositivo, e la crittografia non serve più a proteggere la tua privacy, perché i messaggi vengono letti prima di essere cifrati ed inviati.
1. Fine della crittografia end-to-end reale → i messaggi vengono letti prima della cifratura.
2. Sorveglianza indiscriminata → ogni cittadino è sotto controllo, non solo i sospetti.
3. Backdoor obbligatorie → per abilitare la scansione, le app dovranno introdurre falle strutturali.
4. Falsi positivi → l’uso di IA può generare segnalazioni errate con conseguenze legali e sociali.
In definitiva, App come WhatsApp, Messenger, Telegram o Instagram non potranno più garantire la riservatezza promessa, perché saranno obbligate a ‘guardare dentro’ i messaggi prima della cifratura.

Funzionamento: fork di Signal senza numero di telefono, basato su rete decentralizzata di Service Nodes.
Pro: decentralizzato, anonimo, nessuna raccolta di metadati.
Contro: meno diffuso, più lento in alcuni casi.
Funzionamento: chat peer-to-peer, senza server, funziona anche offline via Wi-Fi o Bluetooth.
Pro: resilienza massima, ideale per attivisti.
Contro: solo Android, interfaccia essenziale.
Funzionamento: protocollo decentralizzato e federato, server auto-ospitabili.
Pro: open source, scalabile, flessibile.
Contro: configurazione complessa, interfaccia meno immediata.
Funzionamento: rete completamente peer-to-peer, senza server centrali.
Pro: decentralizzazione totale, resistente a censura.
Contro: poca diffusione, interfacce meno curate.
Funzionamento: parte del progetto GNU, architettura P2P senza server.
Pro: open source, supporta chat e videochiamate sicure.
Contro: non molto diffuso, talvolta instabile.
Funzionamento: modello Friend-to-Friend, collegamento diretto tra amici fidati.
Pro: crittografia forte, decentralizzato.
Contro: non adatto a chat pubbliche di larga scala.
Funzionamento: chat anonima su rete Tor con indirizzo .onion per utente.
Pro: anonimato altissimo, nessun server centrale.
Contro: solo chat testuali, velocità limitata.
| Chat | Decentralizzata | Richiede numero | Crittografia E2EE | Diffusione | Resistenza a Chat Control |
|---|---|---|---|---|---|
| Session | ✅ | ❌ | ✅ | Media | Alta |
| Briar | ✅ (P2P) | ❌ | ✅ | Bassa | Altissima |
| Matrix/Element | ✅ (federata) | ❌ | ✅ | Media | Alta |
| Tox | ✅ (P2P) | ❌ | ✅ | Bassa | Altissima |
| Jami | ✅ (P2P) | ❌ | ✅ | Bassa | Alta |
| RetroShare | ✅ (F2F) | ❌ | ✅ | Molto bassa | Altissima |
| Ricochet | ✅ (Tor) | ❌ | ✅ | Molto bassa | Altissima |
Il Chat Control rischia di trasformarsi in un occhio elettronico costante sulle comunicazioni private, minando alla base la fiducia nella crittografia end-to-end. Per questo è fondamentale conoscere e sperimentare alternative realmente orientate alla privacy.
• Chi vuole un compromesso tra sicurezza e usabilità può optare per Session.
• Chi necessita di anonimato forte e resistenza estrema alla sorveglianza troverà soluzioni migliori in Briar, Tox, Jami, RetroShare o Ricochet.
• In ogni caso, la diversificazione è la miglior arma: provare più strumenti e usarli secondo il contesto.
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