La nuova Legge antipirateria 14 luglio 2023, n. 93. in merito al contrasto alla pirateria ed il suo “entro 30 minuti” come si attiva da un punto di vista pratico?

La logica sembrerebbe semplice:

1) Viene segnalato un sito che sta trasmettendo un evento live (come ad esempio una partita di Calcio) o un contenuto VOD (come ad esempio un Film) al di fuori delle piattaforme/siti autorizzati o meglio ufficiali e lo segnalo all’autorità del garante della privacy.

*La segnalazione sarà effettuata da chi detiene i diritti di trasmissione di quell’evento o Video, ovvero i proprietari degli stessi siano essi piattaforme di streaming ( leggi DAZN o SKY o PrimeVideo..) fino ad arrivare alle società detentrici dei diritti di autore per i contenuti VOD (Film e Serie Tv ad esempio)

2) Il Garante della Privacy si attiva attraverso la piattaforma tecnica che ha a disposizione ed intima ai vari soggetti coinvolti (ISP/Provider fornitori di accesso alla rete come TIM, Vodafone, Windtre, Fastweb ….) di disabilitare l’accesso ai contenuti diffusi abusivamente. Oggi, normalmente, il blocco avviene sui DNS (Domains Name Server) deviando o rifiutando ogni richiesta fatta dall’utente verso i siti incriminati. Ma è noto da tempo che utilizzando DNS alternativi a quelli dei provider italiani (Ad esempio i DNS di Cloudflare o Quad9 o…) il blocco viene aggirato facilmente.
E’ quindi ipotizzabile l’utilizzo di tecniche piu’ incisive. Come l’uso di un Firewall ad hoc che blocchi tutte le richieste che transitano sulla rete del provider verso un indirizzo IP posto nella blacklist su richiesta di Agcom.

3) Il sito/i in questione quindi non è più raggiungibile (dall’Italia) sia perché i DNS del provider deviano la richiesta verso una destinazione magari decisa da Agcom, sia perché anche l’aggiramento del blocco usando DNS alternativi verrà probabilmente reso inefficace con l’aiuto di una Blacklist di IP gestita da un firewall aggiuntivo.
Ne consegue che, a cascata, una volta bloccato il sito principale anche le richieste ai server reali che gestiscono lo stream effettivo non raggiungeranno la destinazione desiderata. E’ fondamentale, quindi, che i nostri providers NON possano sapere in alcun modo verso quale indirizzo IP stiamo indirizzando le nostre richieste.
E qui entrano in campo le VPN (Virtual Private Networks). Specialmente perché è noto che i server normalmente sono locati fisicamente FUORI dall’Italia e quindi il fornitore del servizio hosting non e’ tenuto a rispettare nessuna richiesta che provenga da parte dell’Agenzia, che oltretutto non ha specifici poteri giudiziari.

Legge anti pirateria

Con questo sistema diventa pressochè inutile, da parte dei siti “pirata”, cambiare dominio o DNS in quanto il provvedimento convolge l’IP del server intero.

La legge prevede che questo “oscuramento” venga fatto entro 30 minuti a partire dalla segnalazione ricevuta, in reltà una bella sfida da un punto di vista tecnico e pratico ma pare che il Garante abbia a disposizione una Piattaforma creata appositamente per questo scopo dove convergono figure specializzate ad operare in tal senso.

Sembrerebbe quindi un sistema innovativo e di nuova generazione che coinvolge più soggetti come mai era stato pensato e fatto prima.
E’ chiaro che il sistema così come concepito sia valido solo per le richieste che partono da suolo Italiano (quindi IP Italiano) da utenti che usano gli ISP di rete Nazionali.

Analizzando quindi la situazione da un’altro punto di vista cosa succederebbe se le richieste a quel sito non fossero di natura “Italiana” ? la logica direbbe che quel sito resta comunque raggiungibile.

Anche la pratica in quanto se si usa una VPN si riesce ad utilizzare un IP diverso da quello Italiano ma soprattutto si utilizzano DNS diversi dall’ISP che fornisce la rete ed anche l’ISP stesso risulta differente da quelli Nazionali.
Quando si usa una VPN in realtà la connessione in “uscita” passa per i DNS della VPN di conseguenza qualunque IP venga risolto non risulta provenire da un ISP Nazionale e lo stesso non è in grado di capire quali DNS si stiano usando.

Non basta però una VPN generica ma vanno valutate le caratteristiche della stessa che dovrebbero soddisfare alcuni requisiti e si parla solo di VPN a pagamento quelle free sono assolutamente incapaci di risolvere il problema (salvo i periodi di prova gratuita – soddisfatti o rimborsati offerti dalla gran parte delle VPN serie):

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