Ghostery è una vera suite per la Privacy: estensione per blocco tracker/annunci, motore di ricerca privato, progetto WhoTracks.me e newsletter educativa Privacy Digest. 4 strumenti per bloccare, cercare, conoscere, imparare. Ridurre la profilazione online e rendere più trasparente il tracking online, non solo blocco ma conoscere chi ti sta tracciando.
Ghostery è sviluppato da Ghostery GmbH (Azienda Tedesca) e si presenta come “Ghostery Privacy Suite”, cioè un insieme coordinato di strumenti: Tracker & Ad Blocker, Private Search, WhoTracks.me e Privacy Digest. L’azienda rivendica oltre 100 milioni di download, più di 15 anni di attività e codice open source, elementi che puntano alla verificabilità da parte della comunità.
L’idea centrale è offrire “privacy you can see”(la Privacy che puoi vedere): non solo bloccare, ma mostrare quali aziende stanno tentando di tracciarti in ogni pagina, con un pannello dettagliato dentro l’estensione. Rispetto a molti ad blocker classici, Ghostery enfatizza molto la trasparenza, il database condiviso WhoTracks.me e la componente educativa tramite blog e newsletter.
L’estensione Ghostery Tracker & Ad Blocker è disponibile per tutti i principali browser desktop (Chrome, Firefox, Safari, Edge, Opera, Brave) e ha versioni specifiche per Safari su iOS/iPadOS e per Firefox/Edge su Android. Anche su mobile punta su blocco di annunci, pop‑up, cookie banner e tracker, comprese le pubblicità su YouTube per Safari mobile.
Sul piano funzionale, l’estensione offre quattro pilastri:
Tutto questo si traduce in tre effetti concreti: meno pubblicità invasive, caricamento delle pagine più veloce (meno risorse caricate) e maggiore controllo sui dati grazie alla visibilità dei tracker bloccati e alla gestione granulare delle eccezioni.
Ghostery completa la tua suite privacy con un motore di ricerca privato, un grande database pubblico di tracker (WhoTracks.me) e una newsletter educativa (Privacy Digest) che si appoggiano alla stessa infrastruttura di analisi del tracking dell’estensione. I dati raccolti nel database di WhoTracks.me vengono anche utilizzati per aggiornare gli elenchi sui quali lavora l’estensione di blocco annunci e Trakers.

Ghostery Private Search è un motore di ricerca che promette risultati “obiettivi”, non personalizzati in base alla cronologia o al profilo dell’utente, e dichiara di non registrare la cronologia di ricerca né dati personali. A differenza dei motori mainstream, non filtra i risultati in base al comportamento precedente e utilizza un indice proprio orientato alla privacy, con interfaccia essenziale e dark mode di default.
La caratteristica distintiva è l’integrazione con WhoTracks.me: accanto a ogni risultato vedi il numero e il tipo di tracker presenti sulla pagina di destinazione, con la possibilità di aprire un grafico dettagliato e una scheda statistica sul sito analizzato. In questo modo l’utente può scegliere cosa cliccare non solo in base alla pertinenza, ma anche in base al livello di tracciamento, portando il concetto di “privacy you can see” anche dentro la ricerca.
WhoTracks.me è un progetto separato ma mantenuto da Ghostery che monitora in modo continuativo i data collector sui primi 10.000 siti più visitati al mondo, classificando i tracker per tipo, reach e affiliazioni societarie. Il dataset è dichiarato open source e viene condiviso con la comunità di ricerca e con altri progetti di content‑filtering, così da alimentare sia Ghostery Anti‑Tracking sia strumenti terzi.
Per l’utente “normale”, WhoTracks.me è un sito consultabile che mostra grafici, categorie di tracker (analytics, advertising, social, CDN, ecc.) e spiegazioni didattiche sul funzionamento dell’ecosistema di tracking. Questo stesso database alimenta la funzionalità di Ghostery Private Search e l’anti‑tracking dell’estensione, chiudendo il cerchio tra ricerca, blocco e trasparenza.
Privacy Digest è la newsletter/editoriale di Ghostery dedicata a notizie, analisi e consigli pratici per mantenere una “identità digitale” sana. L’archivio mostra edizioni periodiche con temi ricorrenti come sorveglianza statale, fingerprinting, fughe di dati, truffe via email, VPN, sicurezza Wi‑Fi, spesso con tag espliciti per facilitare la consultazione. Viene inviata ogni 2 settimane.
Ghostery dichiara oltre 450.000 iscritti e la pagina di presentazione enfatizza il ruolo della newsletter come canale per “sentirsi più sicuri e consapevoli online”, con testimonianze di utenti che apprezzano soprattutto la capacità di rendere visibili i problemi “dietro le quinte”. Non è quindi solo una raccolta di strumenti ma anche uno spunto “didattico” ed utile per imparare la Privacy con consigli, link, fonti , e strumenti di verifica.
Ghostery è paragonato e paragonabile a molti altri strumenti di blocco (sono elencati e linkati nel footer del sito ufficiale) abbiamo scelto la comparazione con uBlock Origin in quanto è lo strumento gratuito forse più utilizzato.
Ghostery e uBlock Origin offrono una protezione molto simile in termini di blocco di annunci e tracker, ma puntano a tipi di utenti diversi: Ghostery privilegia semplicità, anti‑tracking “intelligente” e trasparenza, mentre uBlock Origin è più potente e flessibile per chi vuole controllo totale su filtri e regole.
Molte recensioni indipendenti concordano sul fatto che, a parità di configurazione base, uBlock Origin sia più aggressivo e personalizzabile, mentre Ghostery è più “installa e dimentica”, immediato per utenti non o poco tecnici. Entrambi sono open source, multipiattaforma e gratuiti, ma uBlock Origin espone opzioni avanzate (filtri dinamici, regole personalizzate, controllo fine per dominio) che lo rendono particolarmente adatto a power user e contesti più “tecnici”.
Attenzione: questo non significa che Ghostery sia più “blando” di uBlock Origin hanno solo due sistemi diversi di intervento nel blocco di pubblicità e Trackers, uBlock Origin lavora su delle liste che vengono aggiorante dalla comunità che sta dietro l’Ad blocker e sulle quali l’utente ha pieno controllo, ma questo richiede un minimo di conoscenza (una gestione delle liste troppo aggressiva o sbagliata può compromettere la visualizzazione corretta dei siti) e di tempo da dedicarci. Ghostery si alimenta grazie alla sua risorsa WhoTracks.me che di fatto fa lo stesso lavoro delle liste (molti trackers sono comuni ovviamente), ma senza che l’utente debba intervenire o dedicare tempo e risorse nel configurarle manualmente.
| Aspetto | Ghostery | uBlock Origin |
|---|---|---|
| Obiettivo principale | Privacy + trasparenza del tracking (“privacy you can see”). | Blocco contenuti e massima efficacia/controllo nei filtri. |
| Interfaccia | Pannello grafico con elenco tracker, categorie, pulsante per sito. | UI più tecnica, con dashboard filtri, log richieste, modalità avanzata. |
| Configurazione | Pensato per funzionare bene già in default, poche scelte complesse. | Offre livelli Easy/Medium/Hard, filtri dinamici e regole avanzate. |
| Funzioni extra | Anti‑Tracking, Never‑Consent, integrazione con WhoTracks.me. | Filtri personalizzati, liste estese di terze parti, ottimo bypass anti‑adblock. |
| Livello di protezione | Molto elevato su tracking + cookie banner, meno focalizzato su “hack” dei paywall. | Eccellente su ads, tracker e anti‑adblock, spesso migliore su paywall soft. |
| Target utenti | Utenti privacy‑oriented che vogliono chiarezza visiva e zero smanettamenti. | Utenti esperti, admin, chi vuole controllo granulare su ogni richiesta. |
In pratica, per un utente medio che vuole “solo” ripulire il web e capire chi lo traccia, Ghostery è più accessibile e comunicativo; per chi costruisce set‑up privacy complessi o ama definire filtri a mano, uBlock Origin rimane lo standard “ufficiale”.
Ghostery oggi offre tutte le funzionalità core (estensione completa, Private Search, WhoTracks.me, newsletter) gratuitamente, senza paywall funzionali; il modello dichiarato è “truly free” con donazioni opzionali. Le opzioni di supporto vanno da abbonamenti mensili a 1,99 / 4,99 / 11,99 dollari fino a equivalenti annuali, ma i vantaggi tecnici sono gli stessi per tutti: il livello di donazione non sblocca nulla di extra, serve solo a sostenere lo sviluppo.
Alcune schede di servizi B2B (tipo GetApp) classificano Ghostery semplicemente come prodotto “Free”, a conferma che non esiste più un “Privacy Suite” separato a pagamento per l’utente finale, ma un’unica offerta gratuita sostenuta da contributi volontari. In parole semplici non è il classico modello gratis che si sostiene con pubblictà o sponsorizzazioni esterne, la donazione è facoltativa e come specificato non atttiva o sblocca nessuna caratteristica o funzionalità aggiuntiva. Ghostery è davvero una suite gratuita pensata per tutti ed in particolare per chi ha poca dimestichiezza con le configurazioni ma non vuole riniciare alla Privacy e protezione dei propri dati.
Quando si parla di Privacy in contesti simili, viene da chiedersi se e perchè fidarsi di chi ti offre qualcosa senza chiedere nulla in cambio. La prima valutazione da fare riguarda la possibilità di poter verificare l’intero codice, struttura e referenze di Ghostery ovvero il fatto che sia Oper Source. Non solo per chi ha capacità di interpretarlo ma anche a chi fa audit sulla sicurezza o verifiche comunitarie. Questo approccio si somma al posizionamento come strumento anti‑tracking ed al lavoro di ricerca via WhoTracks.me, che viene usato anche in contesti accademici e da altri progetti relativi alla Privacy.
Per dovere di cronaca e di completezza delle informazioni rese con questo articolo va detto che Ghostery è stata protagonista di un episodio imbarazzante nel 2018 quando ha inviato una mass Email (batch di 500 indirizzi alla volta) inserendo gli stessi come CC anzichè BCC rendendoli di fatto leggibili da tutti i destinatiari della mail, il paradosso è stato che per celebrare il GDPR di fatto Ghostery lo ha violato.
Inserire gli indirizzi dei destinatari in CC (Carbon Copy), significa elencare tutti i destinatari in chiaro; chiunque riceve il messaggio può leggere tutti gli indirizzi inseriti lì. Avrebbe dovuto inserire gli indirizzi in BCC (Blind Carbon Copy), i destinatari in BCC ricevono la mail, ma il loro indirizzo non è visibile agli altri, solo il mittente vede l’elenco completo.
Ghostery ha riconosciuto l’errore, lo ha attribuito a una configurazione sbagliata nel passaggio a un sistema email interno e ha dichiarato di aver notificato l’incidente come previsto dal GDPR, impegnandosi a evitare che accada di nuovo. Oggi (a distanza di 7 Anni) la situazione è: nessun segnale di recidiva od episodi simili, codice dell’estensione e database tracker pubblicati su GitHub, e una narrativa ufficiale che usa l’incidente come “lezione imparata” sulla gestione interna dei dati.
Nessuno è infallibile e, per quanto imbarazzante, l’errore è stato commesso da una configurazione sbagliata senza nessuna motivazione intenzionale. Nonostante l’episodio ormai chiuso ed archiviato Ghostery ancora più fortemente è la scelta più completa in fatto di privacy; un blocco annunci, un motore di ricerca privato, un sito di consultazione tecnico-divulgativa sui maggiori trakers ed attori che fanno del “commercio” di dati la loro fonte di sostentamento principale (Google in primis), ed un impianto didattico sulla Privacy, sulle risorse, sulle metodologie, sugli strumenti così da imparare seriamente a proteggersi online.
Links utili:
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