Switch-off digitale terrestre, in arrivo i canali 4K dal 2021

Al convegno di Bologna su “La liberazione della banda 700 MHz” si è parlato di come la RAI si prepara allo switch off digitale terrestre. A parlare in rappresentanza della Rai c’era Roberto Serafini, direttore servizi Broadcast e Gestione Frequenze, che ha illustrato in dettaglio come l’ente nazionale stia preparando il processo per spegnere le trasmissioni in MPEG2 e passare allo standard DVB-T2 HEVC, che sarà definitivo entro il 2022.

Switch-off digitale terrestre: frequenze ridotte a causa della telefonia

Brutto colpo per la RAI, che ha dovuto cedere le cosiddette frequenze nobili, quelle intorno alla banda di trasmissione a 700 Mhz, che verranno utilizzate per le connessioni in 4G e 5G.

Proprio a causa dei questa cessione, la RAI che oggi controlla 5 Multiplex, ovvero il sistema di diffusione digitale del segnale televisivo utilizzato nel digitale terrestre, sarà costretta a passarne a 2.5, praticamente la metà. Il problema quindi si affronta da due lati: da una parte, adeguarsi alle nuove tecnologie di trasmissione, dall’altra riuscire a proporre gli stessi contenuti con la metà dei Multiplex posseduti in precedenza.

L’attuale offerta RAI comprende 13 programmi TV e 12 programmi Radio, spalmati su 5 Multiplex. Solo il primo, quello più importante, raggiunge una copertura quasi totale con più del 99% della popolazione coperta. L’ultimo MUX contenente Rai 4HD e Rai Premium HD copre meno della metà della popolazione italiana.

Switch-off digitale terrestre: la nuova offerta RAI

Il passaggio allo switch-off totale sarà diviso in quattro fasi, per arrivare al 2022 con un’offerta di 14 canali in HD e uno in 4K, proprio come riportato nella seguente slide.

evoluzione digitale terrestre Rai
  • Fase 1: a partire dalla fine del 2019 nuovi contenuti verranno aggiunti a Mux 2 e Mux 3, con due nuovi canali in HD e uno in SD, mentre Rai Scuola verrà trasmesso solo via Internet
  • Fase 2: da Gennaio 2020 la RAI sarà obbligata per legge ad ospitare per legge alcuni canali locali, con un probabile decremento qualitativo dei canali RAI 1, 2 e 3
  • Fase 3: da Settembre 2021 si inizia con la dismissione dell’MPEG2 e in contemporanea la diminuzione dei Mux. Con il passaggio alla codifica MPEG4 tutti i canali SD/HD verranno automaticamente eliminati in favore delle controparti HD, inutile avere entrambi gli standard qualitativi per singolo canale
  • Fase 4: da Giugno 2022 si spegnerà il DVB-T per passare alle trasmissioni DVB-T2 e HEVC. La Rai potrà offrire 14 canali in HD e uno in 4K

Se RAI restasse con 2.5 Mux, la trasmissione in 4K sarebbe a 15 Mbit/s. C’è la possibilità però per la RAI di acquistare un altro mezzo Mux, che così porterebbe a 3 Mux il totale disponibile: in questo caso, la trasmissione in 4K sarebbe di qualità ottima a 22 Mbit/s.

Misura della qualità visiva DVB-T2

Switch-off digitale terrestre: passaggio graduale fino al 2022 e canali in 4K

Come visto dalla roadmap, il passaggio per le reti RAI sarà graduale, con quattro tappe fondamentali che porteranno all’adozione dello standard DVB-T2 e HEVC, con la dismissione del vecchio MPEG2 su DVB-T2.

Contestualmente alla riduzione dei MUX già a partire dal 2020, la RAI si impegnerà ad installare 1000 nuovi impianti sui Multiplex diversi dal primo, così da garantire una copertura molto vicina a quella del 99% vista in tabella. I MUX 2,3 e 4 dovrebbero garantire una copertura tra il 95% e il 97% della popolazione entro l’estate 2020, così da limitare i possibili per gli utenti nella fruizione dei nuovi canali.

La RAI si appresta ad affrontare una sfida ardua, con lo switch dai canali SD a quelli HD, e addirittura l’ambiziosa idea di un intero canale in 4K attivo sul digitale terrestre. Se la RAI disponesse di 3 multiplex l’intenzione sarebbe quella di trasmettere RAI 4K anche su digitale terrestre sin dal settembre 2021, con una qualità comparabile a quella della messa in onda via satellite a 22 Mbit/s.

Passaggio definitivo al DVB-T2

Fonte: https://www.tuttotech.net

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