Mario Martone dirige film su Massimo Troisi


È in lavorazione Laggiù qualcuno mi ama, film documentario su Massimo Troisi, diretto da Mario Martone. Il film, prodotto da Indiana, è scritto da Mario Martone e da Anna Pavignano.

Con Massimo era nata un’amicizia fondata su una grande stima reciproca, adoravo il suo cinema, vagheggiavamo di lavorare insieme. La possibilità che mi viene offerta di fare un film documentario in cui il pubblico lo possa ritrovare oggi sul grande schermo è quindi qualcosa di speciale per me, posso tornare a dialogare con lui, ascoltarlo e portarlo agli spettatori di ieri e a quelli di oggi, che sono tantissimi. Massimo è sempre rimasto vivo nell’immaginario collettivo, perché era una grande anima e un grande artista. E molto speciale è per me lavorare alla sceneggiatura con Anna Pavignano, che di Massimo ha scritto tutti i film e la cui presenza al suo fianco indicava molto bene quanto Massimo fosse aperto, dialettico, avanti nella sua visione delle cose. Quanto possa parlarci ancora adesso. Facciamo questo film per riascoltarlo, rivederlo, stare con lui – Mario Martone

Tramite contenuti, documenti inediti e le testimonianze di colleghi e amici il documentario mira a raccontare la genialità e il mito di Massimo Troisi attraverso l’esclusiva ed eccezionale visione del regista e autore napoletano Mario Martone e della compagna di vita e di lavoro Anna Pavignano.

Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico, che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo. – Massimo Troisi

laggiu qualcuno mi ama mario martone annuncia un film documentario su massimo troisi 1Massimo Troisi: foto di Anna Pavignano

Nato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli il 19 febbraio del 1953, Massimo Troisi inizia la sua carriera di attore sul finire degli anni sessanta, dando vita alla compagnia teatrale del Centro Teatro Spazio a cui si uniscono Enzo De Caro e Lello Arena, insieme ai quali alcuni anni più tardi formerà La Smorfia. Questo gruppo teatrale si esibirà in tutta Italia, fino al debutto in radio e in televisione, dove il trio partecipa a diversi programmi, tra i quali Non stop (1977), La sberla (1978) e Luna Park (1979). L’ultimo spettacolo teatrale del trio è Così è (se vi piace), subito dopo Troisi lascia La Smorfia per intraprendere la carriera cinematografica, grazie a Ricomincio da tre (1981), con cui debutta al cinema come attore e regista, un film che viene baciato da uno straordinario successo di pubblico in sala. Realizzato a budget ridotto e girato in sei settimane tra Napoli e Firenze, Ricomincio da tre riscosse un grosso successo di pubblica e critica, incassi record tali da superare al botteghino film come Fantozzi contro tutti e L’impero colpisce ancora, restando in programmazione ben 600 giorni. Questo insieme a diversi premi e riconoscimenti che contano due David di Donatello, (per il miglior film e per il miglior attore protagonista), quattro Nastri d’argento (miglior attore, regista emergente, soggetto e produttore) e due Grolle d’oro. Nel 1982, è protagonista dello speciale televisivo di Rai Tre, Morto Troisi, viva Troisi!, con al suo fianco ospiti prestigiosi, tra cui Roberto Benigni, Carlo Verdone, Lello Arena e Marco Messeri. Inoltre, torna sul grande schermo con l’amico Lello Arena, nel film No grazie, il caffè mi rende nervoso, diretto da Lodovico Gasparini. Nel 1983, è protagonista nel film Scusate il ritardo, mentre l’anno seguente vede la luce Non ci resta che piangere, in cui al suo fianco (come coprotagonista e coregista) troviamo Roberto Benigni. Questa coppia prestigiosa fa segnare il maggiore incasso del 1984 in Italia, portando al cinema quasi 4 milioni di spettatori. Nel 1987 torna alla regia con il film Le vie del Signore sono finite, che quell’anno diventa il titolo italiano più visto. A questo titolo, fanno seguito le sue interpretazioni nei film di Ettore Scola Splendor (1988) e Che ora è? (1989), che gli permette di vincere la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia assieme a Mastroianni; e Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), dove interpreta Pulcinella, presentato al Festival di Berlino. Il suo ultimo film da regista (in cui è impegnato anche come sceneggiatore e protagonista), è Pensavo fosse amore… invece era un calesse del 1991, con Francesca Neri e Marco Messeri. Nel 1994 è il protagonista de Il Postino, per la regia di Michael Radford, il suo ultimo film, a causa dell’arresto cardiaco che ha posto fine alla sua vita il 4 giugno del 1994. Nonostante fosse consapevole di doversi sottoporre a un intervento chirurgico, Troisi aveva deciso di portare avanti le riprese de Il Postino, concluse con estrema fatica poche ore prima di morire. Il postino è il film più premiato di Troisi e quello più famoso, anche a livello internazionale. Infatti, viene candidato a cinque premi Oscar, tra cui quello come miglior attore protagonista per Troisi, vincendo la statuetta per le musiche di Luis Bacalov; si aggiudica i Bafta Award per il miglior film straniero, il miglior regista e le migliori musiche; conquista il premio di miglior film straniero della National Board of Review; oltre a ottenere decine di altri riconoscimenti in tutto il mondo. Distribuito dalla Miramax dei fratelli Weinstein, il film all’epoca è diventato il maggiore incasso di sempre per una pellicola straniera negli Stati Uniti, con circa 22 milioni di dollari.

La sofferenza in amore è un vuoto a perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le canzoni. – Massimo Troisi

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Mario Martone è regista in teatro, al cinema, all’opera. Ha fondato la compagnia Teatri Uniti con cui ha realizzato i suoi primi film da indipendente, è stato direttore dei teatri di Roma e di Torino, ha realizzato due film ambientati nell’Ottocento che hanno attratto milioni di spettatori, messo in scena opere liriche nei maggiori teatri del mondo e continuato a incrociare i linguaggi e sperimentare senza sosta. Ha creato nel 1999 il Teatro India a Roma. Nel 2018 il museo Madre di Napoli gli ha dedicato una grande mostra personale. In piena pandemia ha realizzato un Barbiere di Siviglia e una Traviata sotto forma di film per la televisione. La messa in scena del Filo di mezzogiorno di Goliarda Sapienza lo ha riportato recentemente davanti a un pubblico dal vivo.

Si è più registi prima di andare a dormire, quando si va in bagno, parlando con la propria moglie, piuttosto che sul set. – Massimo Troisi

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Anna Pavignano è una scrittrice e sceneggiatrice italiana. Nel 1977 partecipa come comparsa alla trasmissione di Rai 1 Non stop dove incontra Massimo Troisi, con cui intraprende una relazione sentimentale che durerà dieci anni. Ha scritto con Massimo Troisi le sceneggiature di tutti i suoi film, da “Ricomincio da tre” al “Postino”, per il quale ha ottenuto una candidatura all’Oscar per la miglior sceneggiatura. Pavignano ha anche recitato in Scusate il ritardo di Massimo Troisi nei panni di Rita, la fidanzata di Tonino. I crediti di Pavignano includono anche sceneggiature per Casomai, film con Stefania Rocca e Fabio Volo, e Sul mare, film tratto dal suo romanzo “In bilico sul mare”, per la regia di Alessandro D’Alatri. Nel 2009 pubblica il romanzo autobiografico “Da domani mi alzo tardi”, in cui racconta i ricordi della sua storia d’amore e d’amicizia con Troisi, ricreando una fittizia situazione presente in cui l’attore e regista napoletano è ancora in vita.

 

laggiu qualcuno mi ama mario martone annuncia un film documentario su massimo troisi 2La trama ufficiale del romanzo: Questo libro ripercorre la vita personale e artistica di Massimo Troisi. Per fare ciò l’autrice usa un pretesto narrativo e finge che l’attore non sia morto, com’è noto, nel 1994, subito dopo aver finito di girare “Il Postino”, ma abbia scelto invece di ritirarsi a vivere in una misteriosa località di campagna, lontano dai palcoscenici e dalla notorietà, tagliando i ponti con tutto quello che è stato prima, comprese le persone con cui ha condiviso la propria esistenza. Il romanzo comincia nel momento in cui, dopo anni di esilio volontario in cui non si è saputo più nulla di lui ed è stato, in qualche modo, dimenticato, Massimo Troisi decide di tornare alla sua vecchia casa di Roma per riallacciare il filo con il suo passato. Ma non è facile. Non ha voglia di cercare nessuno, lo imbarazza dover spiegare come e perché se n’è andato, come mai è tornato. Nei primi giorni del suo ritorno vive un’esistenza solitaria, finché Gaetano e Anna, il suo amico più caro e la donna con cui ha condiviso anni di lavoro e di amore, lo convincono a ricominciare scrivendo un nuovo film. Per realizzare tale progetto, Anna e Massimo affittano una casa fuori città, dove si trasferiscono insieme. Qui, mentre cercano un’idea per una storia, Massimo scopre che Anna ricorda tutto di lui, molto più di quanto non ricordi egli stesso: la famiglia, gli episodi dell’infanzia in cui lei non c’era, ma che lui le ha raccontato in passato; ricorda il lavoro che hanno fatto insieme e come lo hanno fatto, gli incontri e, soprattutto, ricorda il loro amore. Anna comincia a narrargli ogni cosa , riempiendo i giorni di racconti intensi che portano alla luce non solo gli episodi divertenti e dolorosi della vita che hanno condiviso, ma la personalità, il modo di pensare e anche di far ridere di Massimo. I due ritrovano in questo modo anche il piacere di stare insieme, il loro linguaggio scherzoso, l’allegria e il sentimento che li ha uniti in passato: il loro rapporto sembra ricominciare. Col passare del tempo – un tempo vissuto con pigrizia, alzandosi tardi, stando sveglio fino a notte inoltrata ad ascoltare i racconti che lo riguardano – Massimo si coinvolge e comincia lui stesso a ricordare e a parlare di sé, riuscendo in questo modo a ritrovare il filo della propria esistenza.

Il romanzo “Da domani mi alzo tardi” di Anna Pavignano è disponibile su Amazon.



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