GomorraSQL: SQL in dialetto napoletano

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Il linguaggio SQL è lo standard che permette di eseguire query di interrogazione a un database. Ciò nonostante, esistono moltissime varianti di questo linguaggio, note come “dialetti” di SQL. È il caso della sintassi introdotta in Microsoft SQL Server o di quella utilizzata da Oracle nei suoi prodotti.

Sulla falsa riga di questa idea, alcuni sviluppatori italiani hanno deciso di realizzare un’altra variante di SQL, che prende il nome di GomorraSQL. Come suggerisce il nome, che richiama la nota serie TV, l’idea alla base di GomorraSQL è quella di convertire la sintassi SQL (derivata dalla lingua inglese) in… dialetto napoletano.

GomorraSQL: qualche esempio di query

GomorraSQL è stato sviluppato per poter essere utilizzato sia come libreria Java, sia come client SQL. Possiamo ottenerlo tramite il repository del progetto, dove sono disponibili i file .jar pronti per essere eseguiti come segue:


java -cp gomorra-sql-1.0.0.jar; co.aurasphere.gomorrasql.GomorraSqlShell

È bene notare che è necessario installare un driver JDBC per potere utilizzare il tool.

Una volta installato ed avviato il client, vediamo la sintassi particolarmente originale offerta da questo tool:


ripigliammo ( || tutto chillo ch'era 'o nuostro)
mmiez 'a  [pesc e pesc  ...]
[arò ]

Chi conosce il dialetto napoletano non dovrebbe avere difficoltà ad intuire il significato di quanto sopra. Chi invece non lo conosce può trovare utile fare un confronto con la sintassi di una tradizionale query SQL:


select ( || *)
from  [, , ...]
[where ]

Si tratta, quindi, di una sostanziale “traduzione” della sintassi SQL, che rende le query quanto meno più originali. Vediamo un paio di esempi, tratti dal repository del progetto:


ripigliammo tutto chillo ch'era 'o nuostro
mmiez 'a user
# ottiene tutti i dati della tabella 'user'

ripigliammo email
mmiez 'a user
arò id = 6 o name è nisciun
# ottiene tutte le email della tabella 'user' il cui campo 'id' vale 6 oppure il campo 'name' è null

Perché?

GomorraSQL è sicuramente un’idea divertente. Ma è davvero il caso di usare qualcosa del genere in un ambiente di produzione? Sebbene non ci siano motivi per dubitare della qualità del codice che sta alla base di questo strumento, è probabilmente preferibile evitare l’uso di questo tipo di approccio, per vari motivi.

Il primo motivo è legato al fatto che la comunità è estremamente limitata, con tutto ciò che ne consegue. In più, non sembrano esserci funzionalità che danno valore aggiunto rispetto all’SQL tradizionale (se non si considera la lingua, che per alcuni potrebbe essere effettivamente un vantaggio).

Va detto che GomorraSQL non è il primo esperimento di questo tipo: esistono numerosi altri tentativi di “tradurre” i linguaggi di programmazione in lingue diverse dall’inglese, senza che ciò abbia portato a risultati significativi. Rimane però un’idea interessante, e probabilmente un utile esercizio per chi ha pensato di svilupparlo.

Fonte: GitHub



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