Sono tornate le giraffe in Angola

Fonte foto: 123rf



Tre decadi d’assenza e la certezza che fossero estinte. Invece, colpo di scena: le giraffe sono tornate in Angola e secondo gli esperti inizieranno un nuovo e prolifico capitolo della loro vita in quella che era la loro terra d’origine. La (buonissima) notizia riempie di speranza zoologi ed etologi che da molti anni sono impegnati nel trovare soluzioni per un corretto recupero delle specie considerate a rischio. Ma cos’è successo nello specifico?


Un grande ritorno in Angola

Il ritorno delle giraffe in Angola, diciamolo subito, non è accaduto naturalmente. La loro presenza è stata fortemente voluta da diversi enti naturalistici, fra cui le organizzazioni non governative l’African Parks, che si dedica alla conservazione dell’ambiente dei parchi africani, e Giraffe Conservation Foundation, che tutela le giraffe a livello globale. Gli enti in questione hanno a lungo studiato la possibilità di reintrodurre la Giraffa giraffa angolensi nel suo habitat naturale, dopo trent’anni di assenza.

Sì, perché pur essendo originaria dell’Angola, questa specie di giraffa era stata dichiara estinta nel Paese alla fine degli Anni Novanta, un momento in cui l’Angola stava fronteggiando una terribile guerra civile. La guerra in questione si è conclusa ufficialmente nel 2002 e, nonostante i problemi in corso, il governo angolano è tornato al suo impegno a preservare la ricca biodiversità all’interno del paese.

Quest’anno, a seguito di studi e ricerche il momento è apparso propizio per le giraffe e così, è successo: il 3 luglio del 2023 ben quattordici esemplari sono tornati a casa, nel Parco Nazionale di Iona. Naturalmente, la reintroduzione di questa specie è stata gestita con estrema cura.

Il viaggio e il rientro in patria

Le quattordici giraffe arrivate in Angola sono cresciute in una riserva privata vicino a Otjiwarongo, nella regione di Otjozondjupa, in Namibia Centrale. Tutti gli esemplari, sette maschi e sette femmine, sono in salute e poco più che adulti, cosa che dovrebbe alzare i tassi di riproduttività.

Prima di arrivare in Angola, le giraffe sono state seguite attentamente e la loro “cattura” è avvenuta in maniera rispettosa, senza usare strumenti di costrizione ma indirizzando prima verso un recinto e poi verso un camion appositamente progettato. Il viaggio, lungo 1.300 chilometri, è durato più di 36 ore con una sosta in un’altra area recintata, verde e ben ombreggiata, e con piccoli stop per verificare lo status degli animali, per reidratarli, nutrirli e tranquillizzarli. Non sono stati usati sedativi né sostanze per stordirli.

La reintroduzione delle giraffe e i suoi benefici

Al termine di questa prima operazione Stephanie Fennessy, direttrice esecutiva e co-fondatrice della Giraffe Conservation Foundation, ha specificato quanto i benefici del ritorno di questi animali dal collo lungo siano molto più ampi di quanto si possa immaginare, sotto tutti i livelli: «il loro “rientro” – ha detto – rappresenta una pietra miliare simbolica per l’Angola. In quanto vegetariane voraci ma schizzinose, le giraffe giocheranno un ruolo cruciale nella distribuzione della vegetazione e nella dispersione dei semi delle piante».

«Ciò significa che la reintroduzione delle giraffe nella loro storica regione di appartenenza – ha concluso la Fennessy – non è mirata solo a stabilizzare la loro specie. Con questa azione garantiremo sì la sopravvivenza di questi animali, ma ccontribuiremo attivamente anche a ripristinare e mantenere in uno status ottimale l’equilibrio ecologico dell’intera regione. Non vediamo l’ora di vedere i nuovi sviluppi e di continuare questo progetto, prezioso per la natura».





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