Con tutto il mondo rapito dalla recente missione statunitense Demo-2, grazie alla quale due astronauti americani hanno potuto nuovamente raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale senza l’ausilio della russa Roscomos, tutte le altre missioni in essere sono passate un po’ in secondo piano. Tuttavia, sappiamo bene che anche la Cina vuole essere tra i paesi protagonisti nel futuro dell’industria aerospaziale.

Dopo aver inviato rover e lander sul lato nascosto della Luna e condiviso le prime foto realizzate, è notizia recente che presto la Cina fornirà un contributo significativo nella ricerca di segnali provenienti da altre civiltà. Lo farà grazie alla recente inaugurazione di un radiotelescopio chiamato FAST, operativo da gennaio in realtà, ma attualmente in fase di aggiornamento con lo scopo di affinare la ricerca e diminuire le interferenze. La sua costruzione è cominciata nel 2011 ed è finita nel 2016, il progetto rientra nel programma SETI (search for extraterrestrial intelligence)

FAST ha un diametro di ben 500 metri, sebbene la sezione operativa con ricevitore misuri circa 300 metri. Secondo lo scienziato responsabile del progetto, Zhang Tongjie, dalle analisi preliminari effettuate durante i primi test sono già state individuate diverse frequenze candidate che ora andranno analizzate, in ogni caso ha pure ammesso che con buona probabilità nessun segnale tra quelli identificati risulterà di origine aliena.

Tuttavia, nel caso esistano alieni che trasmettono segnali radio (ipotizzando pure che abbastanza vicini da consentirci di riceverli), il lavoro di FAST nei prossimi mesi aumenterà le possibilità di identificarli.


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