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Il Garante della Privacy italiano (GPDP) ha annunciato il blocco con effetto immediato di ChatGPT.

28 APRILE 2023 | Dopo poco meno di un mese di ban ChaGPT torna finalmente a funzionare regolarmente in Italia. OpenAI si è adeguata alle richieste del Garante implementando le norme per la privacy mancanti come la verifica dell’età e altre ancora (immagine in alto) – maggiori dettagli a questo indirizzo.

ChatGPT bloccato in Italia

A sorpresa, il Garante della Privacy italiano ha bloccato l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale di ChatGPT per una raccolta illecita di dati personali. In particolare, il GPDP sottolinea l’assenza totale di sistemi di verifica dell’età dei minori, minando per tanto la loro privacy. Il provvedimento avviene dopo il caso del leak di dati delle conversazioni con l’AI dello scorso 20 marzo, suscitando numerose polemiche nel mondo sull’utilizzo dell’AI e da personaggi di spicco come Elon Musk che hanno espresso tutte le loro perplessità sui retroscena dell’intelligenza artificiale.

Stop a ChatGPT finché non rispetterà la disciplina privacy. Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato e gestisce la piattaforma. L’Autorità ha contestualmente aperto un’istruttoria.

Nel provvedimento, il Garante privacy rileva la mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma.

Come peraltro testimoniato dalle verifiche effettuate, le informazioni fornite da ChatGPT non sempre corrispondono al dato reale, determinando quindi un trattamento di dati personali inesatto.

Da ultimo, nonostante – secondo i termini pubblicati da OpenAI – il servizio sia rivolto ai maggiori di 13 anni, l’Autorità evidenzia come l’assenza di qualsivoglia filtro per la verifica dell’età degli utenti esponga i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

Dal canto suo, OpenAI rischia fino a 20 milioni di Euro di multa se non provvederà a rivedere la sue policy sulla privacy entro venti giorni.

Che ne pensate di questa faccenda? Fatecelo sapere nei commenti.

Articolo di Windows Blog Italia
Fonte | GPDP

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Articolo e Dominio Originali/fonte

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