Editoriale – L’indecenza di mettere nella lista Bonus TV i decoder sat free (che non fanno vedere nulla di utile)

Capita che la legge lasci spazio a condotte moralmente esecrabili. Come nel caso del Bonus TV, che è applicabile, per un “buco” normativo, anche ai decoder sat free-to-air che possono sintonizzare solo canali in chiaro: sono cose di serie B ed estere.

Fra pochi giorni inizierà l’erogazione del Bonus TV (il 18 di dicembre, precisamente) e il sito del Ministero dello Sviluppo Economico si è popolato, nel momento in cui scriviamo, di 1601 prodotti dichiarati compatibili con le regole dettate dal decreto ministeriale.

Si tratta di TV e decoder, prevalentemente digitale terrestre, dotati di tuner DVB-T2 e capacità di decodifica HEVC Main 10. In particolare, per i decoder digitali terrestri è richiesta anche la presa scart o equivalente, per il collegamento a TV anche molto datati.

A questi, secondo quanto prescritto dal Ministero, si aggiungono anche i decoder satellitari, per motivi di neutralità tecnologica.

Leggasi: per evitare che il provvedimento potesse essere impugnato da qualcuno e bloccato in tribunale, si è preferito estendere il beneficio anche ai decoder satellitari, senza ulteriori richieste o specifiche.

Questo vuol dire che, malgrado solo i decoder certificati Tivusat (e quindi con la card già all’interno della confezione) permettano di per sé la corretta ricezione dei programmi italiani, i benefici del Bonus TV sono estesi anche a tutti gli altri decoder satellitari, anche se questi non permettono la visione dei canali italiani, che, per ovvi motivi di confinamento territoriale dei contenuti, sono criptati.

Si tratta di una specie di controsenso: il Bonus TV dovrebbe abilitare il cittadino avente diritto a vedere i nuovi canali dopo lo switch off. Con un decoder sat free-to-air (ovverosia senza decrypt, e nella lista ministeriale ce ne sono) non solo non si vedranno i canali dopo lo switch-off ma neppure si possono vedere oggi. Per lo meno, non si vedono quelli RAI, Mediaset e così via.

Stessa cosa anche nel caso dei tanti decoder sat compatibili con Tivusat ma non equipaggiati di card e CAM (il modulo di lettura della card): per vedere qualcosa di utile tocca acquistare a parte la CAM Tivusat, dal costo di un centinaio di euro.

Il tutto nel contesto di una lista che sta in una pagina del sito del Ministero che in maniera quasi beffarda titola “Bonus TV – Decoder di nuova generazione“: i decoder sat free-to-air, purtroppo, di “nuova generazione” non hanno nulla.

Il piccolo paradosso aggiuntivo è che la CAM Tivusat, che invece abiliterebbero milioni di TV alla visione dei canali satellitari italiani, non gode del sostegno del Bonus TV. In pratica, sul tema satellitare, per evitare ricorsi al TAR, si ragiona al contrario: Bonus TV ai prodotti che non fanno vedere nulla e niente Bonus TV ai prodotti che realmente risolverebbero il problema della ricezione, almeno a chi ha una parabola.

Si badi: i decoder solo satellitari nella lista del MiSE sono 27 su 1600 prodotti in lista, poca roba. Ma la speranza che i distributori avessero la decenza di inserire in lista solo quelli Tivusat (cioè quelli realmente utili alla causa) è andata a sbattere contro l’opportunismo commerciale. Certo, tutto a norma di legge; ma comunque un occasione persa, per i distributori coinvolti, per fare bella figura.

P.S. Importa poco chi siano i distributori, che peraltro è facile trovare scorrendo la lista. L’importante che si sappia che quella del Ministero è solo la lista dei prodotti che godono del Bonus TV e non quella dei prodotti a prova di futuro o di nuova generazione.

Fonte: https://www.dday.it/

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